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venerdì 28 settembre 2012

Paletti e testate

Sui "paletti" messi per chi scrive. Per chi ama scrivere e lo fa per volare un po'. Qualcuno si libra come l'aquila del Fernet Branca, altri svolazzeranno a mo' di pollo incalzato per l'aia dalla roncola assassina del contadino-cuoco...
Ma nessuno si leva da terra se vien legato ai paletti.

C'è chi dirompe, e promette stragi di vincoli.
Così gli rispondo.

martedì 25 settembre 2012

L'ascensore

Era difficile farci caso. Dopo tutto gli ascensori erano almeno una dozzina, metà dei quali andavano su in cima, fino all’ottantesimo.
Lucidi, con le superfici cromate, li avevano installati da cinque anni ma non sembravano vecchi di un mese. Roba fatta per durare, tedesca a giudicare dalla scritta per le emergenze. Ma di emergenze in quei gioiellini non ce ne erano mai state, nossignore.

Marcello se ne era accorto in uno di quei pomeriggi troppo lunghi in cui passeggiava nell’atrio del grattacielo, osservando la vita scorrere intorno a lui.
Era successo, e lui era lì. Era questo l’unico merito che si attribuiva Marcello per quella sensazionale scoperta: essere stato nel posto giusto al momento giusto. Un puro caso.

Da allora ogni giorno scendeva nell’atrio e aspettava il momento buono nell’angolo dell’edicola, fra il portone principale e la scala della metropolitana, sbirciando la civetta del Corriere o le copertine di moda.

Il momento arrivava, e non c’era modo di prevedere quando. Il consueto via vai di avvocati, imprenditori, rappresentati e operai, che pulsava giorno e notte con bizzarre variazioni di intensità, si interrompeva del tutto. Per uno, a volte anche due minuti, il gigantesco atrio rimaneva completamente vuoto.

giovedì 20 settembre 2012

Il torsolo nella mela morsicata. Ovvero: iOS 6 in una notte buia e tempestosa

Notte di fine estate.
Fuori dalla finestra imperversa un temporale che di estivo non ha davvero nulla. La "beta" dell'autunno, per rimanere nel tema di questo post.
Cammino su e giù nel buio della stanza da letto, sperando che il dondolio e la demenziale filastrocca abbiano un effetto soporifero su mia figlia.
Speranza vana, finché continua il concerto di tuoni e fulmini.
D'un tratto, nel vago chiarore della casa addormentata (tranne noi due), dalla scrivania ammicca il vivace schermo del mio iPad.
Il mela-coso non si attiva nel buio senza una buona ragione (non vorrete perdere gli sconti notturni di groupon?) perciò mi avvicino cautamente.
Un'allettante finestrella mi avverte che è finalmente disponibile iOS 6, il nuovo sistema operativo per tutti gli i-Cosi del mondo!
Evoluzione! Rivoluzione!
La mia vita sta per cambiare. Di nuovo.

sabato 15 settembre 2012

Se sei sicura di me

In pace chiudi
I tuoi occhi piccoli
Sul mondo immenso




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giovedì 13 settembre 2012

Follie estive


"Testardi! E arroganti, per di più.”
Il vecchio posò la pialla e si sfregò le mani piene di dolorose vesciche.

Alzò lo sguardo verso i suoi tre figli che ultimavano i preparativi per la partenza. Erano tutti eccitati come ragazzini, correvano qua e là scherzando con le mogli, mentre caricavano le provviste.
Sputò con rabbia su un mucchio di segatura, e riprese il lavoro.

Per fortuna era una delle ultime assi.

“Sono impazziti tutti quest’anno, per l’Altissimo!"
Si pentì subito dell’imprecazione, ma era stato più forte di lui. Per costruire quella mostruosità, dapprima gli avevano fatto tagliare metà del frutteto, poi gli era toccato di  lavorare come un somaro per tutta la primavera, rovinandosi le mani e  la schiena.
Lui, che aveva sempre odiato fare il carpentiere!
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Salute automatica



Il giorno in cui ebbe l'attacco cardiaco, Roberto conduceva una vita che poteva definirsi un completo fallimento. Quindi la sensazione di star per morire gli sembrò incredibilmente liberatoria. Abbozzò persino un sorriso mentre si accasciava sulla propria detestata scrivania.
Non si rese conto che tutto questo non sarebbe dovuto accadere.

Ci pensò invece il medico che lo aveva visitato. La crisi cardiaca sembrava rientrata, e Roberto non era in pericolo di vita. Aveva acceso il suo terminale e stava sfogliando la scheda sanitaria; il computer lo informò che il paziente faceva parte del programma sperimentale.
Il medico imprecò, spense il terminale e lasciò in fretta la stanza.

"Ma come diavolo è successo?"
Come previsto, il direttore dell'ospedale non aveva preso bene la notizia. Era una notizia pessima, capace di buttare alle ortiche anni di faticose ricerche, e di mandare in fumo un paio di miliardi; un infarto in un paziente del "Progetto Salute Automatica" era estremamente grave. E non sarebbe mai dovuto accadere.

Il medico che seguiva Roberto rispose cautamente:
"Non so proprio cosa dire. Ho controllato tutti i dati del paziente. E' stato inserito nel programma cinque mesi fa, e i risultati fin qui sono stati ottimali. HENRY ha tutti i suoi dati sanitari, sociali, il profilo psicologico. Tutto da protocollo, nessun errore."
"E la capsula?"
"Modello standard, 50 nanometri. Verificata e collaudata."
"Capisco" mentì il direttore.

lunedì 10 settembre 2012

Ninna-bot

Ted fece qualche passo sul suolo coperto di cenere, attento ad evitare i detriti nascosti.
Avanzò cautamente verso l'ingresso di un edificio ancora in piedi, l'unico che avevano individuato in mezzo alle rovine.

"Ted, mi ricevi?"
"Ciao Mario. Dove sei sceso?"
"Duecento metri a nord del punto di ritrovo."
"Sei sulla mia sinistra. Accendi il segnalatore".
"Ok."

Ted si voltò, e strizzò gli occhi. Un bagliore violaceo era visibile nella penombra, oltre la cortina di polvere radioattiva.
"Ti vedo" disse con sollievo.

Pochi minuti dopo erano vicini. Si salutarono con un breve contatto delle mani attraverso le tute antiradiazioni.
L'edificio era quasi completamente crollato, sbriciolato e soffiato via dall'onda d'urto delle esplosioni, ma un'ala era rimasta in piedi fin quasi a tutto il secondo piano. Forse era stata protetta da qualche edificio più alto. L'ingresso era ancora integro.

Vi si diressero, con Mario che si dava da fare con lo scanner portatile.
Ted superò con qualche difficoltà una scala in rovina, e trovò un varco fra i battenti fracassati del portone. Si trovò in un ampio atrio.
Sullo sfondo, il fascio della torcia illuminava l'inizio di uno scalone, dalla balaustra in ferro battuto semifusa. Le pareti erano di marmo scuro, quasi completamente eroso dalla polvere.
Doveva essere stata una palazzina di lusso, da borghesia agiata.

"Ehi, c'è qualcosa qui". La voce di Mario all'auricolare sembrava eccitata.
"Arrivo". Il compagno era fermo a pochi metri dall'ingresso.

sabato 8 settembre 2012

continuità

L'arcobaleno
germoglia nei frantumi
della cascata




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venerdì 7 settembre 2012

Regola d’arte


Questo racconto partecipa al progetto di "Gente che scrive per..." a sostegno dell'associazione "Salvamamme"

Sir Kerdan non poteva vedere il cielo oltre le cime dei cedri, mentre il cocchio funebre con i cavalli scuri avanzava lungo la strada in pietra.
Pochi seguivano l’ultimo membro della casata nell’estremo viaggio.
Un tappeto di aghi macerati attutiva il rumore degli zoccoli, riducendolo ad un sommesso, ritmico battito.
Il vecchio Marcus, seduto a cassetta, immaginò che appartenesse al cuore boscoso della tenuta, che invece ormai non apparteneva a nessuno. Rabbrividì.

Quando giunsero al cimitero di famiglia, nel fitto del bosco, il cielo minacciava pioggia.
La cappella era avvolta dai rampicanti, foglie autunnali che spiccavano sul marmo come gocce di sangue. Marcus scese e si diresse verso la catapecchia dove viveva.
Come becchino di famiglia aveva passato la vita in quel lugubre, solenne sepolcro che marciva nel cuore della foresta.

domenica 2 settembre 2012

Neonatica quantistica

Definizioni
Il neonato esiste in due stati fondamentali: sonno e pianto.

Principio di indeterminazione dello stato di sonno
Qualunque sistema usato per scoprire se il neonato sta dormendo, lo sveglierà.

Principio di entanglement
Se hai addormentato il neonato, dovunque tu sia, appena hai trovato una posizione comoda, lui piangerà.

Paradosso del neonato di Schrödinger
Al di là della porta della stanza dove si trova la culla, il neonato è sveglio o addormentato. Non lo saprai mai finché non apri la porta, e lui si sveglia.

Interpretazione di Copenaghen
Al di là della porta di prima, ci sono due neonati, uno sveglio e uno che dorme. O uno solo, ma contemporaneamente sveglio e addormentato.
In alternativa, il neonato non c'è, finché non lo stai guardando.
Qualunque sia la situazione, quando lo svegli aprendo la porta ti senti idiota.

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