Privacy

Questo sito fa uso dei cookies utilizzati dalla piattaforme blogger per garantire una migliore esperienza di fruizione dei contenuti e per raccogliere statistiche anonime sugli accessi e sulla visualizzazioni di pagina. Visitandolo ne accettiutilizzo secondo quanto previsto dalle norme specifiche di Google Inc. relative alla propria politica sulla privacy.

mercoledì 31 ottobre 2012

Fuori di zucca

Sembra incredibile, ma giuro che è vero. Ho scoperto che il 31 ottobre è la festa di Halloween quando ero all'università, guardando i Simpson.
Fino ad allora, il 31 ottobre rappresentava il giorno prima della festa di tutti i Santi, che è seguita da quella dei morti. Tradizioni della mia infanzia.
Di solito si ricordavano gli uni e gli altri andando alla Messa, e poi tutti nella casa in montagna della nonna. Ci si metteva a tavola e si facevano scomparire molte creature (commestibili) del Signore. Gli unici mostri che ricordo sono quelli che sognavo la notte, dopo tre piatti di cinghiale in umido e porcini fritti.
Altri tempi, ma neanche lontani, non son mica vecchio.
Oggi comunque ci son altre robe. Le Zombie Walk,  i ragazzini per strada che strillano "dolcetto o scherzetto" (mentre tutti si domandano che cavolo vuol dire).
Chi si veste da mostro, chi da scheletro, belle figliole che girano in succinti abitini (e ci vuol fantasia a vederci le streghe).
Noi invece, da ragazzini, si stava a vedere solo quando maturavano le zucche.

venerdì 26 ottobre 2012

Apocalisse

Dunque che dire di questa moltitudine? Degli uomini e donne, codardi ed eroi, che fin qui han camminato sulla terra?
Di quasi tutti non v'è rimasta che polvere. Delle spoglie che ancora rimangono, poche son venerate, molte di più dimenticate.
Pertanto che dire a voi, che vi radunate alle mie soglie, come se il giudizio che esprimo potesse far differenza?
È il vostro stesso tempo a giudicarvi.
Quello è già scorso, e tal cosa non c'è potere che possa cambiaria.
Il vostro giudizio vi precede.
Dunque partite da qui, falange di mortali morti.
Non v'è niente che possa fare per voi.

Si guardarono ammutoliti, gli uomini morti.
Poi uno di loro disse: "e dunque ora, che facciamo?"
____________________________________
www.spartacomencaroni.net

martedì 23 ottobre 2012

Lupus Sapiens

Il grande lupo nero avvicinò lentamente il muso al lettino dove giaceva il piccolo.
Annusò il suo odore, intenso, di latte e di vita. Percepì la quiete del suo sonno inconsapevole.
Lo fissò a lungo, gli occhi gialli ridotti ad una stretta fessura.
Poi di colpo si allontanò, silenzioso come un'ombra.
Sulla porta della stanza, la sua compagna stava aspettando. Si sfiorarono il muso, in segno di saluto.
Poi lei chiese:
"Si è addormentato?"
Lui annuì. "Sì. Ora è tranquillo."
Lei gli si strofinò vicino "Sei bravissimo".

venerdì 19 ottobre 2012

Il trentottesimo minuto

L'intervallo di tempo di questo racconto è insignificante.
Solo i 37 minuti che servono ad un Frecciargento, passata Bologna, per farsi gli appennini, sbucare nella piana nebbiosa e infilarsi nel groviglio urbano che fu dei Medici (ora però c'è Renzi).
Sì, è poco tempo, ma quando parti ti sembra sempre tanto.
Si fa in tempo a legger qualcosa, a darsi un'occhiata intorno nel vagone, che è sempre interessante.  Fra l'altro a Bologna sale sempre tanta gente, l'avete notato? Non importa che ore siano o dove vada il treno.
Tutte le volte sembra che in città ci sia stato un concerto e la folla ne venga via. E probabilmente è così.

giovedì 18 ottobre 2012

I mille

Stanotte, in un momento non meglio precisato fra mezzanotte e le tre, qualcuno di voi ha letto qualcosa su questo blog ed è stato il millesimo visitatore.
Non so chi sei, non so che cosa hai visto, e anche per questo non hai vinto niente. Tralasciando il fatto che non c'era niente in palio.
Il fatto è che quando ho iniziato non pensavo di arrivare a mille visite, e mi ha fatto piacere scoprirlo per caso stamattina in autobus.
Spero che vi siate divertiti a leggerle, queste mille volte tante pagine, almeno quanto mi son divertito io a scriverle.
Prometto che se arriviamo a diecimila, si festeggia. Da qualche parte, in qualche modo.
Ma si festeggia.
Ciao a tutti. Chiunque siate.
Statemi meglio che si può!

mercoledì 17 ottobre 2012

In verità

Nota: Scritto per il carnevale della matematica, edizione #55, che verrà ospitato dal sito di  Maddmaths!



“Ho scritto un libro”, disse il mio amico.
“Davvero? Congratulazioni.” Feci io.
Me lo porse. Era un volume bello grosso, con la copertina scura e rigida.
“Leggi qui”.
Guardai. La copertina non riportava il titolo, ma c’era una frase in fondo, in piccoli caratteri dorati.
C’era scritto: questo libro contiene almeno un errore. Lo restituii, con l’aria perplessa.
“Che bisogno c’era di scriverlo?” domandai. “Tutti conoscono il paradosso.”
“Ah sì?” fece il mio amico
“Certo. E’ una frase che è sempre vera, e non c’è bisogno di leggere il libro per verificarla.”
“Sei sicuro?”

Messaggio in bottiglia



Al fortunato viandante,
che ha trovato il mio messaggio: anzitutto, di cuore vi auguro che possiate morir di malattia.
Lunga, e dolorosa, se possibile.  
Se domandate il motivo di tanto livore, sappiate che a chi vi scrive è appena toccata una brutta morte.
E la colpa è soltanto vostra.
Anche se non mi credete, aprendo la bottiglia avete preso la mia vita, e dovete sapere perché.

giovedì 11 ottobre 2012

Autographer


Oggi mi ha incuriosito leggere di questa macchina fotografica da indossare al collo. 
Come funziona? In questo articolo si spiega: l'appendi. Vai fuori. Vivi. 
Lei decide quando succede qualcosa degno di essere immortalato, e scatta.
Fantastico. Non devo far più niente, ci pensa lei.
Ma come fa 'sta cosa a decidere quando scattare?
Semplicissimo: dentro ci hanno messo una galassia di sensori. Sa dove sei, quando ti volti di scatto, se stai correndo, se ti fermi, se fa caldo, se accendi la luce all'improvviso... E sa cosa accade là fuori. 

La tecnologia è stupenda. Ma pensati la sera, a letto, che riguardi le foto automatiche della tua bella giornata qualunque... E' come se facessero un film su di te ogni giorno.
Ma vediamo 'ste foto.

martedì 9 ottobre 2012

Caffè fuori orario



Roberto correva come un pazzo, nonostante il caldo fosse terribile.
Attraversò la strada senza guardare, rischiando di essere investito da un autobus. L'autista suonò e strillò, ma lui era già sull'altro lato del viale, giù per le scale della metropolitana.
Saltò tutti insieme gli ultimi sei gradini, sentì il rumore di un treno in arrivo e accelerò ancora.
L'orologio della stazione indicava le 7 e 42. Era terribilmente in ritardo, e non per la prima volta! Se avesse perso quella corsa, probabilmente avrebbe perduto anche il lavoro.
Quando arrivò sul marciapiede, sparato come un proiettile, le porte dei vagoni si stavano già chiudendo. Si lanciò verso la più vicina e riuscì ad infilarsi dentro all’ultimo istante.
Non guardò né il numero della corsa, né il capolinea dove era diretta.
Mentre riprendeva fiato, appoggiato ad un sostegno, il treno iniziò a muoversi. Ce l'aveva fatta.

Si sedette sul primo posto libero, e iniziò a guardarsi intorno.
Era la solita vettura della metropolitana, pareti giallo crema e sostegni arancione. Ma aveva qualcosa di insolito.

sabato 6 ottobre 2012

Dove non c'è il "mi piace"

Non funziona così. Non ha un pulsante "mi piace" da cliccare.
Nessun tag, nemmeno un cinguettio di 140 caratteri può dare un indizio riguardo ai gusti, alle ansie, le paure e le meravigliose sensazioni che prova.
Ma lei condivide sempre.
Sei tu che devi saper leggere.
Quel che serve infatti è il momento giusto, e quindi ci vuole tempo.
Tempo per trovarsi con lei una sera d'autunno, quando fuori è l'ora del temporale, dentro quella della nanna. Fra un tuono forte e un sospiro leggero, troverà il modo di dire "mi piace... Se quando dormo qualcuno mi guarda e mi tiene stretta, perché ancora ho paura di scivolare via."
____________________________________
www.spartacomencaroni.net