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domenica 30 dicembre 2012

Il professionista



Non guardatemi oggi, qui accovacciato sul marciapiede della stazione. Avreste dovuto vedermi un anno fa, a testa alta, petto in fuori. Allora la gente invidiava il mio lavoro. Tutto quel potere! 
Mi chiederete come ho fatto a ridurmi così. E’ una storia complicata.
 Ma se avete tempo ve la racconterò, magari in cambio di qualcosa da mettere sotto i denti.

Ho vissuto nel Campus praticamente da sempre. Il mio talento era emerso in fretta; ai test avevo fatto scalpore. Quando mi fecero entrare dal Direttore, avevo in testa un mucchio di sogni di gloria.

venerdì 21 dicembre 2012

La selezione



La sveglia suonò molto prima dell'alba e Marcello balzò giù dal letto. In un istante era passato dal sonno ad uno stato di controllata eccitazione. La doccia non lo rilassò.
Scese in cucina finendo di sistemarsi la cravatta. Sua moglie lo aspettava in vestaglia, seduta alla tavola già apparecchiata.
Si era alzata in silenzio per preparagli la colazione. Si scambiarono un breve bacio. Lui mangiò in silenzio, mentre lei lo guardava cercando di trattenere le proprie emozioni.
Quando si alzò per uscire, gli aggiustò la cravatta e lo baciò di nuovo.
Stavolta non riuscì a trattenere una lacrima. 
"Coraggio tesoro" fece lui "Andrà tutto bene"
Lei annui, sorrise. La strinse a sé per un momento, poi uscì nel buio.

giovedì 20 dicembre 2012

La luce dentro

Per non dimenticare quello che è successo nell'inverno del 1943.


 
Laura spinse con forza il vecchio portone, spalancandolo a fatica.
Appena varcata la soglia l’aria del primo mattino la investì, densa di fredda rugiada; si strinse nel cappotto, aggiustando la sciarpa e i lunghi capelli.  Poi si avviò con decisione lungo le pietre irregolari del selciato.

Dal basso le giunse il suono maestoso della risacca, un ritmo ancestrale di battute lente e gelide, intervallato dalle strida dei gabbiani. Cercò nel vento l’odore del mare.
Sentì i richiami degli uomini, il sussulto regolare dei motori, le grida festose degli uccelli. Erano i suoni dei pescherecci che rientravano dopo la notte. Intorno a lei il mondo si stava svegliando.

domenica 16 dicembre 2012

La ragazza vestita d'azzurro

Questo racconto è stato scritto per la partecipazione alla selezone "matrix antology" della casa editrice Homo Scrivens. E' quindi esplicitamente ispirato al mondo di Matrix.



La ragazza vestita d’azzurro guardò il cavaliere. I suoi occhi verdi scintillavano della luce del tramonto, che li inondava di luce dorata.
Era uno sguardo d’amore totale, completo. Lui smontò da cavallo, prese la mano della fanciulla e la baciò teneramente.
Si incamminarono abbracciati su di un prato fiorito, un dolce declivio che conduceva verso il lago. Passeggiarono lungo le sue rive, sorbendo dolce vino passito da coppe di cristallo. Il sole scivolò lentamente nelle acque profonde, che lo accolsero tingendosi di porpora.
Le gelide stelle scintillarono sui corpi nudi dei due amanti, un nodo inestricabile di passione.
Infine giacquero, sazi e stremati.

mercoledì 12 dicembre 2012

Quattro stagioni magiche



Lo ammetto, mi ci ero abituato.
Dal primo giorno del secolo ad oggi, che è l’ultima volta, i giorni così li ho sempre aspettati, e me li sono goduti. Sono dodici anni, in cui sapevo che ogni tredici mesi sarebbe arrivato un giorno speciale.
Quanti come me, a partire da quel primo gennaio del duemilauno, non si son sentiti almeno una volta in attesa della magia del 2.2.2?
Non vi ha consolato pensare che dopo ci sarebbe stato un 3.3.3, seguito da un 4.4.4 e via così?

lunedì 10 dicembre 2012

Il Tunnel



La luce cupa del tramonto illuminava solo le cime delle montagne. I pendii, aspri e scoscesi, erano già immersi nel chiarore grigiastro che segue il calar del sole.
Pochi prati brulli, intervallati da chiazze di bosco spogliato dal gelo, e qua e là punteggiati di gruppetti di case; la striscia d’asfalto dell’autostrada si snodava sospesa su vallate oscure e spopolate.
Luca guidava concentrato; il tratto che sale verso il valico appenninico non consente distrazioni. Accanto a lui, Laura osservava il paesaggio selvaggio e i pochi camion che arrancavano lenti sulla corsia di marcia.
Avevano spento la radio, dopo aver provato inutilmente a sintonizzarla.
“Certo che se completassero questa variante di valico…” attaccò Laura. Il silenzio in quel momento le sembrava pesante, come il cielo che si addensava di nubi.
Luca rispose con un mormorio di assenso. Una manciata di grosse gocce di pioggia si sfracellarono sul parabrezza; il tergicristallo le trasformò in altrettante strisciate.

mercoledì 5 dicembre 2012

Gli inverni di Nishapur



Questo racconto è dedicato all'anniversario della morte di Umar Khayyam, il grande matematico e poeta persiano i cui versi hanno ispirato Guccini e De André.
Questo post è stato scritto per il carnevale della matematica #56, che verrà ospitato da Scienza e Musica
 
« Non ricordare il giorno trascorso
e non perderti in lacrime sul domani che viene:
su passato e futuro non far fondamento
vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita. »             

Il vecchio posò il foglio di pergamena e si strofinò gli occhi stanchi.
Lo rileggeva spesso.  Ogni volta gli pareva che, fra i suoi scritti, quelle parole di tanti anni fa fossero le più vive. Le più vere.