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sabato 28 luglio 2012

Domani perché?

La domanda era rimasta sospesa nell'aria, tremula nelle onde di caldo che salivano dal piazzale di cemento.
La bambina guardava all'insù, cercando nel volto della sua mamma l'indizio di una risposta. Che non giungeva.
Gli occhi della donna invece cercavano qualcosa nell'orizzonte; lo trovarono.
In parte nascosto dalla foschia, ma luminoso nel riverbero del tramonto, il simbolo della Compagnia si stagliava sull'enorme fiancata di acciaio della nave.
La mano libera della donna, quella che non stringeva dolcemente il polso della bambina, scivolò sotto l'orlo della maglietta e si fermò sulla cicatrice che aveva sul fianco destro.
Era guarita bene. L'intervento, era andato bene. Ciò che restava dei suoi organi vitali si stava riprendendo.
Lei lo sapeva; ogni giorno riusciva a stare in piedi più a lungo. Oggi, per la prima volta, si era sentita abbastanza in forze da accompagnare sua figlia fino allo Spazioporto.
"Papà e Patrick sono lassù" le aveva detto indicando la luminosa capocchia di spillo che si stagliava contro il cielo screziato di rosa.
Venere... la Colonia. La salvezza.