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venerdì 17 agosto 2012

Ultima notte di mezz'estate

"Non le vedi? Com'è possibile?"
Lui sgranò gli occhi nel buio, sforzandosi di cogliere qualcosa. Ci provò fino a farseli lacrimare, poi disse: "No. Mi dispiace. Non vedo niente".
La notte era completamente buia e nella loro piccola baita, isolata per chilometri in ogni direzione, non c'erano luci accese. L'oscurità era totale. Almeno, lo era stata fino ad un minuto prima.

"Incredibile..." fece lei con aria assorta.
Non capiva se la ragazza si riferisse a ciò che guardava, o al fatto che non lo vedesse lui.
"Ma cosa c'è esattamente?" Domandò alla fine.
"Lucciole." rispose lei. "Inconfondibili. Pallide, pulsanti, che fluttuano lentamente... a milioni. Illuminano tutta la valle. Oh Giorgio è impossibile che tu non le veda."

Un pensiero crudele lo colpì all'improvviso. Con un groppo in gola tirò fuori dalla tasca il telefonino, e premette una combinazione di tasti. La luce azzurrognola del display lo abbagliò dolorosamente, e lui ne fu immensamente sollevato.
"Spegni quel coso. Ti pare il momento?" sibilò lei infastidita.
"Scusami" borbottò. Guardò di nuovo verso il bosco, e la valle sottostante.
L'unica cosa che vedeva era l'abbacinante impronta rettangolare dello schermo impressa sulla retina. Svanita quella, rimase il buio più totale.