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venerdì 7 settembre 2012

Regola d’arte


Questo racconto partecipa al progetto di "Gente che scrive per..." a sostegno dell'associazione "Salvamamme"

Sir Kerdan non poteva vedere il cielo oltre le cime dei cedri, mentre il cocchio funebre con i cavalli scuri avanzava lungo la strada in pietra.
Pochi seguivano l’ultimo membro della casata nell’estremo viaggio.
Un tappeto di aghi macerati attutiva il rumore degli zoccoli, riducendolo ad un sommesso, ritmico battito.
Il vecchio Marcus, seduto a cassetta, immaginò che appartenesse al cuore boscoso della tenuta, che invece ormai non apparteneva a nessuno. Rabbrividì.

Quando giunsero al cimitero di famiglia, nel fitto del bosco, il cielo minacciava pioggia.
La cappella era avvolta dai rampicanti, foglie autunnali che spiccavano sul marmo come gocce di sangue. Marcus scese e si diresse verso la catapecchia dove viveva.
Come becchino di famiglia aveva passato la vita in quel lugubre, solenne sepolcro che marciva nel cuore della foresta.