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venerdì 16 novembre 2012

Creatività


Zewarl entrò nel boccaporto di poppa, storcendo il lungo collo per farlo passare nel pertugio. Odiava quella parte della nave.
Zilar era chino sul Programmatore, come sempre. Zewarl ne aveva più che abbastanza. Non sopportava quella missione e non sopportava il suo compagno, che invece ne era letteralmente entusiasta.
“Allora?” fece con tono brusco raddrizzandosi “Hai finito con quel maledetto giardino?”
“Non ancora” rispose Zilar.
“Ma a che punto sei, si può sapere?”
Zilar alzò tutti e sei gli occhi verso il compagno “E si può sapere tu cos’hai?”
“Che cos’ho?” domandò Zewarl con tono polemico. “Ok, te lo dico che cos’ho. Sono chiuso in un’astronave da laboratorio con un esaltato, incosciente e stacanovista.”
“Ah, è così che la pensi? Siete sempre i soliti , voialtri!” rispose Zilar con cattiveria. “Sempre tre occhi al marcatempo, due chiusi e uno sul lavoro, se va bene! Sempre a cercare di fare il minimo indispensabile!”
“Non ti permetto queste calunnie!”
“Calunnie?! Ho detto esattamente la verità, Zewarl. Fin dal primo giorno, hai cominciato a protestare su quello che non è di nostra competenza.”
“E lo confermo, per gli dei! Ma chi ti credi di essere?”