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lunedì 30 settembre 2013

Le lettere di Schrodinger

Ho scritto di getto perché il tempo era poco, quando ho iniziato a scrivere. Sarà, a maggior ragione, poco anche quando avrò finito; quando voi leggerete, starà finendo, e poi sarà finito. Verranno lettori per cui tutto questo sarà passato, trapassato, strapassato. 
Per chi leggerà. 
Ma ora, qui, nel piccolo spazio del rigo vuoto, in cui piovono le lettere e le parole si raccolgono in pozzanghere di pixel scuriti, qui il tempo è indefinito.

sabato 28 settembre 2013

Affinché la morte non ci separi

Le nuvole erano basse nel cielo; immobili, assiepate in banchi, galleggiavano livide sopra la linea netta dell’orizzonte. Una foschia leggera ricopriva i campi fradici e la lunga riviera tortuosa, spazzata dalla mareggiata. Le colline, battute da folate di vento freddo, sembravano rattrappite, come una vecchia coperta inzuppata d’acqua. 
La luce tendeva al viola, le nubi erano bluastre, gonfie di una pioggia vecchia e sporca.
Un suono si levò, acuto e penetrante. Risuonò ripetutamente, assumendo un ritmo cadenzato e fisso. Echeggiava ancora quando l’uomo si svegliò.

giovedì 26 settembre 2013

Tempo per i tempi

Per l'occasione del quarto #carnevaledellaletteratura, un piccolo contributo del Coniglio... al tema del tempo!

martedì 24 settembre 2013

Il tempo imperfetto


"Per un lungo periodo della mia vita ho avuto l’impressione di essere sul punto di contemplare una visione diretta del vero.
Pur non essendo mai giunto ad una completa illuminazione, ho l’assoluta certezza che non vi sia affatto la necessità, per comprendere la natura di ciò che esiste, di prendere in considerazione concetti come la materia, l’energia o il tempo.”

lunedì 16 settembre 2013

Sul finire del giorno (seconda parte)

Questa è la seconda parte (qui la prima) di un racconto che ho scritto per il quarto Carnevale della Letteratura, ospitato da Leonardo Petrillo su Scienza e Musica.
Grazie a Leo anche per il supporto scientifico, che mi ha permesso di scrivere qualche bischerata in meno!

Vista dal lungo crinale su cui correva l’ultimo tratto della pista, a poche leghe di distanza, Gween Hill assomigliava in qualche modo ad un lungo bastone coricato al suolo. La Torre Dimenticata, che si stagliava verso il cielo, ne rappresentava l’impugnatura, dalla cui base partiva una lunga fila di case che terminava con la mole della Reggia, compatta come un puntale.
Rel aveva sempre amato, tornando dai propri viaggi, contemplare la vista della sua città, limpida nel cielo chiaro, pregustando il refrigerio di un tetto ombroso sopra la testa e la sensazione di ristoro che gli dava stendersi nel Giardino dell’Ombra.
Ma quella volta era diverso.

venerdì 13 settembre 2013

De finis vacantiae (elogio inquieto della verdura)

Ecco fatto. Si ritorna. No, non abbiamo quasi mai camminato.
Documenti smarriti, febbri infantili e mal di pancia notturni ci hanno accompagnato in questi giorni di vacanza, come una sorta di nuvola da impiegato; poco più in là del suo raggio d'azione, proprio sopra la nostra testa, ha quasi sempre brillato beffardo un buon sole di settembre.


Sul finire del giorno (prima parte)


Verrà, al termine di un lunghissimo giorno, il respiro del tempo.
Soffierà dalle montagne e la luce fuggirà al suo cospetto,
di ora in ora si stenderanno le ombre
e sdraiate a terra piangeranno il loro sole, rosso di sangue, che giace morente.
Sulle sue ali verranno, per restare, cieli senza orizzonte.

Cap. Jerrod Berwel - Diario di Bordo


Qualcosa lo aveva svegliato. Un rumore sconosciuto, che tuttavia si stagliava, nitido e continuo, sullo sfondo dei suoni abituali della prateria. In seguito Rel si sarebbe vantato di aver riconosciuto subito il fischio del vento, senza averlo mai udito prima; era proprio come lo descrivevano le leggende.

lunedì 9 settembre 2013

Prima dell'autunno

Un racconto per il Carnevale della Letteratura #65 che verrà ospitato da Roberto Zanasi sul blog "Prooooof" con il tema "La Navigazione"

Cullo nel pensiero quel sentimento aguzzo, di dolce dolore, come una rosa incastrata nel petto.
So cos'è: voglia di autunno, di roveri odorosi che soffiano nel camino mentre un vino maturo, più stanco che forte, mi scalda di lenta dolcezza come una vecchia amante.
Ascolto il ritmo delle onde che danzano sotto il legno, sprofondato nel letto morbido. Mi convinco che la cadenza è buona. Il mare è in pace e io so di essere al sicuro.
Poco dopo sto già sognando.

domenica 1 settembre 2013

Nel piccolo spazio

Nel piccolo spazio, stretto fra l'ombra di antiche querce e di vecchie mura, hai dormito un sonno lieve, sospesa fra l'erba morbida e il dolce vento di settembre.



Là, in quel lembo di prato dorato di sole, giocavo  in un tempo che soltanto oggi mi è sembrato lontano. Chissà se tu anche tu, nel tuo sogno bambino, sentivi parlare di un mondo incantato, perduto oltre quella porta di pietra e di fronde.