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sabato 30 novembre 2013

Maddlands

« È come se ci fosse una Agenzia per il Controllo Cronologico che impedisca la comparsa di curve temporali chiuse, così da rendere l'universo un luogo sicuro per gli storici. »
Stephen Hawking (1992)

Il sole si era levato lentamente; il suo disco splendente galleggiava nella luce giallognola dell’alba, basso sull'orizzonte, come se faticasse ad arrampicarsi nel cielo velato di nebbia.
Beren stava in piedi sul ponte del piccolo natante e ne assecondava il leggero beccheggio osservando il mare calmo, dai toni scuri, piatto come una distesa di velluto, appena mossa delle morbide e fugaci increspature delle onde.

Sbuffi di fumo si levavano a tratti dal fornello della pipa, stretto fra le mani fredde, scomparendo rapidi nell'aria: lui li guardava, desiderando di veder svanire in questo modo anche i propri ricordi.

E invece, come gli accadeva sempre più spesso, continuava a rivivere le emozioni indefinibili di bambino, tornando a quella notte in cui l'anima di suo padre era salpata, senza un saluto, verso l’unico luogo che lui non aveva saputo ancora trovare.  

Nonostante lo avesse cercato.

venerdì 22 novembre 2013

Ricordo Rosso (a mio nonno)

Nelle albe d’inverno, da bambino, respiravo l’aria gelata e poi,
con le labbra socchiuse, sbuffavo lentamente e disegnavo le mie piccole nuvole.
Le guardavo sciogliersi salendo verso l’azzurro,
che occhieggiava oltre i morbidi drappeggi della nebbia.

Fremevo in quel silenzio odoroso di muschio e pane arrostito,
con la sua dolcezza sottile e aguzza che entrava in gola
da sotto i denti, ghiacciandoli,
e lasciava nel petto una voglia strana,
di piangere a lungo senza ragione.

giovedì 14 novembre 2013

Carnevale della Matematica numero 67

Carnevale della Matematica #67
"La matematica e gli organismi viventi"

Cosa c’è, Coniglio? Che ti piglia?
Non è da te restare chiuso nella tua tana, tremante con le orecchie basse, annusando l’aria titubante, mentre fuori c’è tutta questa gente.
Non li conosci? Non è vero, alcuni di loro sono amici di vecchia data.
Guarda, molti di loro ti hanno suggerito sogni e storie, e qualcuno ha anche partecipato al Carnevale della Letteratura che abbiamo ospitato.

Insomma, Coniglio, ma che figura!
Abbiamo invitato i Carnevalisti Matematici e loro sono venuti a trovarti! Ti rendi conto che non puoi restare chiuso qui dentro? E’ una cosa inaccettabile!
Che dici? Ti vergogni?
Ma come “non so niente di matematica!”
Hai perso il senno.
Che accidenti significa “Sono solo un coniglio, mannaro, per di più?”

Ma sai che il tema scelto per questa edizione è proprio “la matematica e gli organismi viventi”? Non ti rendi conto che c’è più matematica nel tuo vecchio pelo arruffato di quanta ne stia nei libri di una intera biblioteca?
No, caro bello, non lo dico solo per farti coraggio.
Sapessi quanta matematica è servita all’evoluzione per mettere insieme un deficiente come te? Quali leggi scientifiche entrano in gioco, e quanta complessità, ogni volta che punti una carota e ti metti a sgranocchiarla?

Ah, non mi credi?
Vecchio leporide testardo!! Te lo dimostrerò.

martedì 12 novembre 2013

Terre senza luce - parte prima

La prima volta che Eleanor lo vide, era arrivata alla Cittadella da poche ore.
Il nobile stava in piedi sulla terrazza più alta e teneva le lunghe braccia scarne poggiate al parapetto. Le sue dita erano talmente sottili che sembravano affondare nelle crepe fra le vecchie pietre muschiose.
Si avvicinava una tempesta ed il cielo, un drappo scuro impigliato nelle cime aguzze dei monti, era solcato da sinistre ragnatele di fulmini. L’uomo teneva il tronco piegato in avanti, protendendo verso il baratro il collo sottile. Le raffiche furiose del vento, gonfie di pioggia, gli agitavano lunghe ciocche bianche che spuntavano da sotto il cappuccio scuro.
Lei, percorrendo il lato opposto della piazzetta, aveva osato gettare un’occhiata fugace alla sagoma sottile che le dava le spalle, ma quello si era girato subito, di scatto, piantandole in viso gli occhi, aguzzi e scintillanti come pietre preziose.
Sentendosi trapassare da quegli occhi la ragazza aveva abbassato subito lo sguardo, affrettando il passo e tremando tutta.
Prima di imboccare il ripido vicolo che scendeva verso il borgo, serpeggiando fra gli orti e le mura delle case, non resistette e si voltò di nuovo, ma il nobile era sparito.
Quella sera, sua madre morì, lasciando Eleanor del tutto sola al mondo.