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venerdì 18 gennaio 2013

Il mare d'inverno



Mi risveglia la pioggia, un fruscio ovattato dalla barriera del parabrezza.
Apro gli occhi. Le gocce colano lungo il vetro, lacrime che nessuno asciuga.
Scivolano lentamente via, come la mia vita.
Ho di nuovo passato la notte in macchina.

L’alba è livida, il cielo ingombro di nuvole scure, che trasudano questa pioggia densa.
Esco dalla macchina. Una folata di aria gelida irrompe in quella viziata dell’abitacolo.
Da quanto sono chiuso qui dentro?
Sul sedile è accartocciato il sacchetto di un fastfood.
Mi assale un conato. Ho bisogno di camminare.