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domenica 24 marzo 2013

Meccanismo imperfetto


Fino a quel martedì mattina uggioso, di fine inverno, la parte perfetta della vita di Mario marciava con la meticolosa prevedibilità di un orologio. Impeccabili ingranaggi, oliati alla perfezione, giravano senza conoscere il più minuscolo inceppamento.
Lavoro di prestigio, soldi, vita di società, sport avventurosi, viaggi esclusivi. Ogni tassello del puzzle combaciava perfettamente con gli altri, scivolava al suo posto con un movimento fluido, senza intoppi, contribuendo a comporre un idilliaco quadro di insieme.
Nella vita di Mario le rotelle dell’orologio giravano con ticchettio regolare e continuo, senza scosse. Ma il loro moto perennemente uniforme rimaneva fine a sé stesso, un meccanismo perfetto ma chiuso, non connesso e quindi incapace di trasmettere all’esterno alcun movimento.
L’orologio ticchettava, ma le sue lancette  rimanevano ferme.