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sabato 20 aprile 2013

Passeggiata d'inverno

Il tempo era rimasto incerto per tutto il giorno. Sullo sfondo di un cielo informe si stagliavano brandelli di nuvole, livide e scure, come rammendi sparsi su una vecchia coperta. A tratti il vento si levava e sbatteva gli alberi spogli, strappando le rare foglie morte che l'autuno aveva dimenticato sui rami.
La pioggia però rimaneva nell'aria e non scendeva, come tante volte succede alle lacrime.


Nonno Armando, così lo chiamavano tutti, camminava da solo. Figli e nipoti, per rispetto, lo seguivano da vicino pronti sostenere il suo passo, incerto malgrado il bastone.
C'era diversa gente che li accompagnava. Un corteo discreto, percorso dal fremito di un chiacchiericcio, di brevi commenti e cenni raccolti del capo, che si era formato ammassandosi fin davanti alla porta di casa rendendo difficile il transito delle macchine che attraversavano l'abitato.