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domenica 26 maggio 2013

Il bar prima dell'alba

Il cielo era un mosaico di nuvole fra i tetti spioventi, dove si intrecciavano le gioiose follie delle rondini. Lontane spruzzate di rosa pallido annunciavano l'alba, mentre una crescente luce inondava i piani più alti dei palazzi come vernice dorata.   
La strada deserta e il quartiere silenzioso davano una sensazione di irrealtà; nel vuoto lasciato dall'assenza degli uomini e delle macchine, spento il frastuono dell'insensato brulicare feriale, quella domenica mattina di primavera restituiva momentaneamente la città a sé stessa. 
C'era tempo per passeggiare sul ciglio del torrente, che assolveva al suo compito ingrato di fogna cittadina mantenendo la sua pacifica bellezza; ascoltare i suoni nascosti, la radiazione di fondo di una realtà solitamente sommersa, fatta di quiete.