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domenica 2 giugno 2013

Un flauto spezzato

Questo breve racconto è dedicato al Suonatore Jones dell'Antologia di Spoon River. Ne da occasione l'imminenza del primo Carnevale della Letteratura, che generosamente ospita Il Gloglottatore
E che chiama tutti voi, uomini e donne di penna!

Stanotte lacrime di luna, come cristalli d’argento, galleggiano mollemente posati sul tuo dolce seno e tu,  generoso mistero di frescura e di vita, li doni ai miei occhi nel gioco di un riflesso vivace.
Mi seduci in un istante e io mi immergo in te, nudo e libero; fluisco liquido nel tuo immenso ventre fresco. Le tue acque asciugano il sudore dei fianchi e le lacrime del viso, lavano via la polvere di questa terra ipocrita; così  è di notte, nascosti al mondo da un’illecita veglia, che io te ci amiamo, o mio fiume, mio Spoon.
Anche quel giorno l’alba ci sorprese uniti. Perso in te, goccia di te, il mio sonno era lieve. Vagavo cullato dalle tue onde verso un altro punto delle tue sponde. Presi terra fra morbide sabbie, mi svegliò la carezza del primo sole.
Venni dal fiume e non ho altra memoria di me stesso. Giaceva al mio fianco un flauto di canna, simbolo e dono del mio retaggio. Mi alzai dalla riva ristorato e lieto. Quel giorno, nella luce crescente dell’aurora, iniziai a camminare e suonare, ed entrambe le cose feci per tutta la vita.