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mercoledì 12 giugno 2013

Indaco dei sepolcri


Nel silenzio della chiesa vuota qualcosa riempiva il buio. Non era abbastanza per definirla una presenza, ma l’avvertiva; anche al di là del sudario di quel torpore che l’aveva invaso, i sensi storditi la percepivano comunque.
Lorenzo annaspava, affondando nella tenebra più fitta che aveva dentro. I pensieri vorticavano confusi, tutto gli sembrava farsi vago, come il ricordo di un sogno, struggente e dolcissimo, in cui ogni particolare è perduto e delle sensazioni, ormai lontane, rimane soltanto un impronta lieve sull’anima.
La porta si aprì lentamente e la sensazione si dissolse. La figura ammantata scivolò silenziosamente dentro, richiuse la porta e si avviò a passo lento verso il punto in cui si trovava il novizio, raggiungendolo.
Padre Filippo si sedette accanto a lui e con semplicità gli sorrise.