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lunedì 1 luglio 2013

Nel profondo dei cieli

Ero certo di conoscere già la Porta del Cielo, quando ci arrivai; la sua esistenza faceva parte del mio bagaglio culturale, come la Grande Piramide di Giza, o le cascate di metano liquido su Europa.
Fin dal mio primo passo in quel mondo seppi che mi ero illuso. Il mio arrivo coincise in maniera straordinariamente precisa al sorgere del giorno. Si tratta di un evento talmente improbabile da non essere stato nemmeno considerato nel mio periodo di preparazione; la cosa turbò alquanto la mia anima per un tempo considerevole, prima di capire che non esisteva alcun modo di prepararsi al Suo volere.  
In un attimo il buio che avvolgeva il paesaggio fu squarciato dall'abbacinante fiamma di un sole trasfigurato, di indescrivibile potenza. Il cielo ribolliva sotto il soffio rabbioso del vento solare, fondendo il terreno come un ghiacciolo gettato in una padella d’olio bollente. Uscendo dal trasporto, mentre la violenza di quel fenomeno schiantava a terra me e la mia tuta corazzata, ho pensato che quello era lo sguardo di Dio.