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venerdì 22 novembre 2013

Ricordo Rosso (a mio nonno)

Nelle albe d’inverno, da bambino, respiravo l’aria gelata e poi,
con le labbra socchiuse, sbuffavo lentamente e disegnavo le mie piccole nuvole.
Le guardavo sciogliersi salendo verso l’azzurro,
che occhieggiava oltre i morbidi drappeggi della nebbia.

Fremevo in quel silenzio odoroso di muschio e pane arrostito,
con la sua dolcezza sottile e aguzza che entrava in gola
da sotto i denti, ghiacciandoli,
e lasciava nel petto una voglia strana,
di piangere a lungo senza ragione.