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sabato 30 novembre 2013

Maddlands

« È come se ci fosse una Agenzia per il Controllo Cronologico che impedisca la comparsa di curve temporali chiuse, così da rendere l'universo un luogo sicuro per gli storici. »
Stephen Hawking (1992)

Il sole si era levato lentamente; il suo disco splendente galleggiava nella luce giallognola dell’alba, basso sull'orizzonte, come se faticasse ad arrampicarsi nel cielo velato di nebbia.
Beren stava in piedi sul ponte del piccolo natante e ne assecondava il leggero beccheggio osservando il mare calmo, dai toni scuri, piatto come una distesa di velluto, appena mossa delle morbide e fugaci increspature delle onde.

Sbuffi di fumo si levavano a tratti dal fornello della pipa, stretto fra le mani fredde, scomparendo rapidi nell'aria: lui li guardava, desiderando di veder svanire in questo modo anche i propri ricordi.

E invece, come gli accadeva sempre più spesso, continuava a rivivere le emozioni indefinibili di bambino, tornando a quella notte in cui l'anima di suo padre era salpata, senza un saluto, verso l’unico luogo che lui non aveva saputo ancora trovare.  

Nonostante lo avesse cercato.