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venerdì 31 ottobre 2014

Elogio della descrizione: perché i sensi? (in attesa del terzo pezzo facile)

Come già detto nei primi due post, qui e qui, lo scopo di questo microscopico progetto letterario, nato da un proficuo scambio con +Annalisa Scassandra sul tema della descrizione, è quello di analizzare il ruolo di una vera e propria arte specializzata, che il tecnicismo narrativo moderno vorrebbe relegare a lezioso orpello, elemento ridondante da sfrondare, inciampo ampolloso e deleterio.
La mia convinzione è che, con gusto e misura, la descrizione sia una controparte insostituibile dell'azione: senza la convincente presenza di un adeguato scenario e di un contesto fertile (fra un attimo spiego meglio il senso di questo aggettivo), il procedere della trama rischia di diventare sconnesso, la catena di conseguenze motivazionali che spingono i protagonisti si trasforma in un procedimento aleatorio, fatto di azioni arbitrarie e inspiegate, rendendo difficoltoso per il lettore sviluppare empatia con i personaggi e partecipazione alla storia, che può risultare poco credibile.

In questo senso si spiega facilmente cosa volevo dire con "contesto fertile": la cornice narrativa, una vivida descrizione di ambienti, circostanze, elementi atmosferici, azioni collaterali, in apparenza insignificanti ai fini dell'azione principale, diventano lo sfondo e il terreno da cui prendono vita le azioni e le sensazioni dei protagonisti.

martedì 28 ottobre 2014

Premiaconiglio


C'è una cosa bella in queste iniziative che premiano i blogger con una cascata a piramide. Non è tanto il fatto che siano in grado di premiare potenzialmente l'intera blogsfera, ma il loro valore come occasione per conoscerci e arricchirsi di nuove fonti da cui attingere e di nuove amicizie.

Alcuni dei miei contatti più assidui sono nati da inaspettate citazioni di questo tipo e in alcune circostanze ho scoperto insostituibili compagni di penna o di letture. Pertanto, bando alle cianche (ciao +Romina Tamerici  ) e cominciamo subito con il motivo per cui tutti siete qui, a leggere questo post.
Mi è stato assegnato un Liebster Blog Award, fra i riconoscimenti, il più dettagliato. Infatti le istruzioni per l'uso sono rigorose e noi le andiamo ad elencare, eseguendole nel contempo, in un raffinato e metodico procedimento che vi invito a seguire con attenzione.

lunedì 27 ottobre 2014

Elogo della descrizione - secondo pezzo facile

Sul paesaggio evanescente, che vortica fuori dal finestrino, cercano di posarsi gli occhi, infastiditi dalla danza frenetica dei tralicci metallici. A brevi intervalli, le piccole torri sgraziate descrivono il ritmo incalzante di un tragitto obbligato. Sono frastornato dagli oggetti troppo vicini, troppo veloci, impossibili da inquadrare nell'istante in cui il treno gli passa davanti. 

La loro sagoma confusa si staglia sullo sfondo di luoghi incantevoli; campi assolati, drappeggiati nello spazio fra morbidi colli dalle pendenze sinuose. Terre adornate di erba dolce, carezzata dal vento ancora caldo di un mite autunno. Filari di viti e di olivi si punteggiano di riflessi dorati, carichi delle proprie promesse: evocano giorni tersi, luce calda e obliqua, penombre accoglienti di vecchie cantine, profumate di mosto e di olio nuovo.

sabato 25 ottobre 2014

Elogio della descrizione (e quattro pezzi facili)

L'occasione me l'ha data un post di Annalisa Scassandra: una semplice descrizione, che però mi ha colpito moltissimo, forse proprio per la sua irriverente unicità e solitudine.
Ci sono fiori umili, che stupiscono quando si stagliano coraggiosamente su un prato altrimenti deserto e, nitidi contro il cielo, risaltano nella loro elementare magnificienza.

Io credo che le descrizioni, in letteratura, abbiano simile potere, e subiscano analogo destino, di queste gemme solitarie; trascurate con miopia, sono relegate, con la supponenza tecnicista dei nostri tempi, ai margini della narrazione.
Fra ritmi incalzanti, che scimmiottano la nostra vita delirante, domina l'intento bizzarro di rendere cinestesico ogni brano, anche quando non avviene - e non deve avvenire - proprio nulla.
Una selva strangolante di regole di scrittura si incarica di snellire, potare, smembrare, semplificare il linguaggio, la struttura, il lessico, la sintassi. E in questa narrativa atrofica, sanguinaria nemica della complessità, amputatrice di subordinate, descrivere si riduce a volte al mero atto tecnico di contestualizzare banali emozioni, frammenti scomposti di idee o di sensazioni, rendendo tutto alla portata di tutti. Un fast food delle parole dove placare malamente una fame ben più raffinata, sperando che lo stomaco di chi legge si contenti.


martedì 21 ottobre 2014

Dietro l'angolo

Michele era un uomo di mare: camminare sulla terra lo disorientava.

La notte era calata in fretta; come un drappo discreto, la sua coltre scura faceva da sfondo allo scintillio elegante della skyline, oltre la baia velata di nebbia. Il profilo discontinuo dei grattaceli si rifletteva sull’acqua cupa del porto, irradiando tremuli bagliori filiformi fin sulle vecchie pietre, consumate dall’incuria e dalla salsedine. Un vento tagliente portava odore di immondizia e legna marcia.
Aveva provato a dormire, steso contro un cumulo di casse e rotoli disordinati di canapa, incurante dei ratti che gli si avvicinavano ai piedi nei loro misteriosi percorsi notturni. Ma un marinaio se ne infischia dei topi, i quali, semmai, lo impensieriscono soltanto per la loro improvvisa assenza. Non riusciva invece a scacciare l’immagine di quegli occhi verdi, di un colore rubato al mare, quando stanco di tempesta, si culla in lunghe onde di risacca, prima di riprendere l’eterno sonno.  


lunedì 20 ottobre 2014

L'amore senza isole

Se l'amore è un viaggio, che dire dei tanti amori che punteggiano il corso della vita? 
Cos'ha di speciale, fra le molte strade possibili, quell'unico cammino, nato per sempre, che della vita non è solo occasione, ma fondamento e sostanza?


Si può dire il suo percorso, a differenza di tutti gli altri, richiede di attraversare un vasto mare. Al cuore di chi lo intraprende, domanda che sappia farsi nave, adattare il proprio spirito alla mutevole continuità di un oceano quasi infinito, teso fra le sponde di due anime, da esso congiunte. Nel viaggio, come sulla terra, la rotta si cerca nel buio, guardando le stelle, a volte cercandole negli spiragli fra le nubi, o nel riflesso confuso dietro un velo di lacrime. Come nel deserto, trascorrono gelide notti, e interi giorni senza orizzonte.

venerdì 17 ottobre 2014

L'allegra condanna

Man goes to doctor. Says he's depressed. Says his life is harsh and cruel. Says he feels all alone in a threatening world. Doctor says: "Treatment is simple. The great clown Pagliacci is in town tonight. Go see him. That should pick you up'.  Man bursts into tears. "But doctor... I am Pagliacci!"

Fin dall’inizio ho trovato assurdo il divieto di ridere in pubblico, pena la morte. Delle molte cose che ancora mi sfuggono, in questo strano luogo, è la più difficile da accettare. Il solo pensiero di questa crudele proibizione mi provoca un fremito di rabbiosa ribellione: per non parlare degli sforzi, penosi e mal dissimulati, che loro a volte compiono per non violarla, quando passo per strada.
Nonostante la mia condizione sia invidiata dai più, ben pochi immagino quanto sia in realtà penoso, per uno come me, accettare il destino che mi è capitato. Certo: ho cibo in abbondanza, godo di una relativa libertà, abito un alloggio confortevole. Per molti aspetti sono un privilegiato, un’eccezionale nota brillante, in questo mondo ovattato di schiavi repressi. Credo che molti degli altri mi odino, per questo. O forse è perché tale sorte è toccata proprio a me, che sono uno straniero: un uomo del mondo di sopra, caduto per caso dentro una grotta e capitombolato quaggiù, vivo per miracolo, in questo fondovalle sconosciuto, sepolto fra le rocce.

martedì 14 ottobre 2014

Liberi e illimitati confini

Certi luoghi sono limiti, ma non sono confini. 

Ci sono albe, o mattini, in cui una danza di nebbia e di sole nasconde nel riverbero fumoso lunghi margini di strade. 
Luoghi dove si abbracciano cose difformi. 
Sicure linee di prospettiva che si intersecano con le frastagliate sembianze degli alberi avvolti nella foschia.
E non è dato sapere, oltre quello sfumato orizzonte degli eventi, se le rette nate parallele siano ancora tali, o se si intreccino nelle bizzarre proprietà di un confine, frattale e infinito, dove il possibile non è più limitato.

Se curvandosi e ripetendosi, nelle imperfette sensazioni dell'occhio confuso, quei riflessi, quei giochi di bruma, quei riccioli di rami secchi e imperlati di rugiada, non realizzino davanti ai nostri occhi incoscienti costruzioni proibite, irrazionali, incoerenti, la cui improvvisa presenza sia insostenibile alla ragione e, non potendo esistere insieme ad essa, una volta svelate, non costringano invece noi ad annichilirci.

sabato 11 ottobre 2014

Prezzo di mercato

- Un’altra pinta, ragazza!
Lei indugia. In risposta al suo sguardo eloquente, faccio comparire sul tavolo un mucchietto di talleri. Diavolo, me la posso permettere: gli inglesi sono dei gran bastardi, ma pagano bene.
Sono entrato nella bettola poco prima del tramonto, seguendo una rotta confusa fra le baracche lungo il fiume. La luce metallica del cielo sopra l’Atlantico punteggiava di riflessi inquieti la distesa di tetti bassi che digradano verso il basso corso del Charles River, tingendosi di toni ad ogni istante più cupi. Ho scelto questo tavolo, vicino alla finestra, e attraverso i vetri bisunti osservo morire il giorno; mi fa compagnia un boccale pieno di piscio chiaro e schiumoso che qui nelle Colonie si ostinano a chiamare birra. Un uomo potrebbe affogare in un barile di questa roba, prima di riuscire ad ubriacarsi come si deve.

martedì 7 ottobre 2014

Storia delle Colonie - il libro

Storie delle Colonie - Alessandro Corradini & Spartaco Mencaroni & Michele ScarparoCon qualche giorno di ritardo rispetto a Michele Scarparo, anche il Coniglio si è deciso a presentare al grande pubblico la versione finale di “Storia delle Colonie”.

Si tratta di una piccola antologia, nata da un'idea di Alessandro Corradini che ha pubblicato l’originale articolo  "Collasso Globale e Colonie Resilienti"  sul blog  "Effetto Risorse" del professor Ugo Bardi.  Era il 21 maggio del 2014 e Alessandro, AKA il nostro affezionato Panda, non poteva sapere che il suo post veniva letto, da un insonne coniglio, appollaiato su una scomoda seggiola in un reparto di maternità, in attesa del suo secondo piccolo.
Mettete insieme l’effetto di un post visionario, a suo modo inquietante, ma profondamente aperto alla speranza, con l’idea di una nuova vita che sta per venire al mondo: come resistere alla tentazione di immaginarselo, quel mondo, e, per quanto disastrato e distopico, di provare a viverlo?

venerdì 3 ottobre 2014

Lo spacciatore di parentesi

- Stiamo per chiudere.

Il richiamo, poco più di un sussurro, era stato preceduto da un lieve colpetto di tosse, con il quale l’uomo dietro il bancone aveva attirato l’attenzione dell’unico cliente nel negozio. Questi sobbalzò, come se fosse stato sorpreso da un colpo di cannone, ma rimase in silenzio.
Era entrato mezz’ora prima dell’orario di chiusura, dopo aver fatto diverse volte su e giù lungo il tratto di strada, dove l’anonima porticina vetrata di alluminio dorato dava accesso alla “bottega della sintassi”; ogni volta aveva lanciato un’occhiata furtiva all’interno, cercando goffamente di non farsi notare, alla ricerca di un momento in cui la pur rara clientela fosse assente del tutto.
Il proprietario l’aveva notato ben prima che si decidesse, ed aveva capito al volo con chi aveva a che fare: ormai riconosceva al volo quel tipo di clienti. Quell’uomo non faceva eccezione: impacciato, di mezz’età, vestito con una certa leggerezza, ma non sciatto, a suo modo elegante. Entrando, gli aveva rivolto un cenno cortese ed un germoglio di sorriso, che non era sbocciato, e si era messo subito ad osservare gli scaffali degli aggettivi e degli avverbi, con l’aria di chi abbia un’idea precisa di cosa gli serve, ed intenda cercarlo per conto suo.
L’aveva lascito fare: dopo anni, aveva capito come trattarli, quei tipi li. Per prima cosa, bisognava rispettare i loro tempi; poi però, quasi sempre, ci voleva un aiuto, qualcosa che li costringesse a rompere il guscio. A fare la domanda che avevano incastrata in gola.
- Se vuole dirmi di cosa ha bisogno, sono sicuro di poterla aiutare.