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sabato 8 marzo 2014

La panchina

E’ un bel giorno, per guardarvi passare.
Sono brava a spiare dal basso i volti, cogliere espressioni. Indovino i pensieri, le parole non dette, ciò che rimane là dove c’era l’ombra di un sorriso, o la scia di una frettolosa lacrima.
C’è chi si ferma; fremo per le sue emozioni. Come pioggia mi impregnano la fretta, l’inquietudine, il sottile dolore. Scaldano come il sole d’inverno le brevi gioie, speranze e sogni agitano l’aria di un vento impetuoso, un vorticar di foglie, nel solenne canto del mare lontano.