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venerdì 2 maggio 2014

La Mer - "De l'aube à midi sur la mer" - Très Lent

Nota: questo è un racconto sinfonico impressionista, in tre atti, corrispondenti ai movimenti della celebra opera da cui prende il nome.
Prima che venisse scritto, le linee fondamentali della trama e l'ambientazione erano state progettate con buon dettaglio. Questo materiale è confluito in una sorta di "make-of", che trovate qui. Potete consultarlo anche durante la lettura, se volete, per orientarvi in questo strano mondo.


Roland guardò giù, seguendo il profilo scintillante degli abissi d’acciaio che precipitavano lungo le linee mozzafiato delle torri di segnalazione. Da lassù i dieci ponti della Eastbourne, agganciati alla sagoma dei due massicci archi gemelli che ne costituivano la base d’ancoraggio, si estendevano sotto di lui come un’immensa foresta artificiale.
Anche a quell’ora, appena dopo l’alba, le passerelle di collegamento superiori erano piene di passeggeri, ansiosi di godersi ogni momento della preannunciata giornata di sole: gente comune, quasi tutte coppie, che indugiavano sugli aerei collegamenti tenendosi per mano, asciugando gli abiti e le membra intorpidite dai troppi giorni di pioggia battente. Diversi Nereidi, con i loro caratteristici costumi sgargianti, si erano radunati agli incroci dei passaggi principali, offrendo musica o ritratti ed attirando l’attenzione dei passanti. Roland distinse persino dei bambini, almeno tre o quattro, che ballavano al suono delle danze, attentamente sorvegliati dai genitori.
Lo spettacolo della gente comune che si godeva il bel tempo lo stancò in fretta. Afferrandosi saldamente ai gradini della scala di servizio, si sporse oltre il profilo della torre, sfidando il vento furioso d’alta quota: immediatamente lo sguardo gli scivolò giù, oltre la fiancata, e si perse nella distesa verdastra dell’immenso mare.