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martedì 10 giugno 2014

Oltre la nebbia del primo mattino - Capitolo 2

Nota: questo è il secondo capitolo di un racconto, ambientato in un mondo particolare, che potrebbe anche essere il nostro. I dettagli li puoi trovare qui.


Faceva caldo.
Nell’ampia suite, ricavata all’ultimo piano di un moderno grattacelo nel centro di Maputo, le pale di tre grandi ventilatori rimestavano aria calda, agitando le zanzariere in elaborati volteggi; la luce lunare vi si rifletteva generando spettrali giochi d’ombra.
Nora rabbrividì quando uno di quei drappi, impregnati di umidità, si staccò dal baldacchino del letto e le si avvinghiò alla pelle nuda del fianco, solleticandole il seno. Lentamente si mosse, liberandosi del fastidioso contatto, e si girò a guardare l’ambasciatore, disteso accanto a lei. L’uomo dormiva profondamente, il respiro pesante che gli raschiava ritmicamente contro la gola, interrotto da sussulti e rumorose deglutizioni.
“Ubriaco fradicio” pensò la ragazza, scivolando lentamente verso il pavimento, attraverso le cortine ondeggianti della zanzariera.
Per un attimo rimase lì, la schiena slanciata che biancheggiava nell’incerta luce notturna, poi si mosse con sicurezza e attraversò la camera da letto, diretta verso il punto in cui l’uomo aveva lasciato i propri vestiti. Si chinò sul mucchietto di abiti, rimanendo accovacciata per qualche secondo, poi si rialzò e scomparve oltre la soglia di un’altra stanza.
Pochi istanti più tardi, le dita della giovane spia di Nuova Damasco scorrevano sulla piccola tastiera del terminale, inserendo le credenziali di Eduardo Perés nel portale di accesso all’area riservata di un sito governativo ad accesso diretto, ben sepolto nel deepweb e sconosciuto agli algoritmi di ricerca. Con una serie di rapidi comandi, trovò i file che era venuta a cercare. Appoggiò la mano destra sul case ad induzione ed iniziò a copiarli nella memoria portatile che aveva serigrafata sull’unghia del pollice.