Privacy

Questo sito fa uso dei cookies utilizzati dalla piattaforme blogger per garantire una migliore esperienza di fruizione dei contenuti e per raccogliere statistiche anonime sugli accessi e sulla visualizzazioni di pagina. Visitandolo ne accettiutilizzo secondo quanto previsto dalle norme specifiche di Google Inc. relative alla propria politica sulla privacy.

lunedì 23 giugno 2014

Permesso di soggiorno

Era il 1899, l’ultimo anno del secolo, e io mi ero trasferito a Kensington da poche settimane.
Dopo la morte di mia moglie, le incombenze del lavoro di studioso e gli altri impegni scientifici avevano perso per me qualunque attrattiva. Avevo preso l’abitudine di camminare qualche ora, ogni giorno, in attesa della cena, fino a poco prima del tramonto. Indifferente ai capricci del tempo, la passeggiata pomeridiana divenne ben presto un rituale a cui mi attenevo scrupolosamente, con la puntigliosa consuetudine che contraddistingue ogni vero suddito di Sua Maestà, la Regina Vittoria.
In un pomeriggio soleggiato di fine autunno volli visitare il cimitero di Brompton. Un vecchio amico mi aveva parlato a lungo di quel luogo, descrivendomi in modo assai vivido i pomeriggi soleggiati, quando i morbidi ajouré di luce dorata, che le fronde delle vecchie querce ricamano sul selciato bianco dei viali, si confondono con le scintille arancioni del crepuscolo che avvolgono gli antichi tronchi, rendendo più malinconiche le ombre sulla facciata della Chapel Office. Così mi incamminai per la Old Brompton Road verso occidente, godendomi il raro privilegio di quella dolce luce sul viso, lasciando scorrere lo sguardo sulle facciate dei palazzi dai colori caldi e cupi.