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lunedì 14 luglio 2014

Oltre la nebbia del primo mattino - capitolo 5

Nota: questo è il quinto capitolo di un racconto, ambientato in un mondo particolare, che potrebbe anche essere il nostro. I dettagli li puoi trovare qui.


Il piccolo emporio si trovava nel cuore della città vecchia, nascosto fra le pieghe della collina che dominava il porto, ed era circondato dalle umili abitazioni prefabbricate dei contadini. L’unica strada si snodava fra i terrazzamenti sbilenchi dei pascoli, separati da fossati traboccanti di sterpaglie e rade macchie di alberi. Nora osservava il cielo scuro, adombrato da una coltre irregolare di nuvole lattescenti, qua e là più scure e minacciose. Quando scesero dal piccolo fuoristrada eolosolare che il maggiore Baranov era riuscito a requisire all’aeroporto, l’aria era impregnata di minuscole goccioline di condensa, mentre un sordo brontolio proveniente dall’oceano si propagava tutto intorno.

“Non pioverà molto.” annunciò il soldato boreale, con fare saccente. “Da queste parti sembra sempre che stia per scoppiare una tempesta, ma il più delle volte si tratta di poche gocce.”
La ragazza non rispose, limitandosi ad osservare il negozio verso il quale si stavano dirigendo, dall’altro lato della strada in forte pendenza. Era una casupola rosso scuro, a due piani, con le pareti di vetroplastica dipinte in modo da ricordare le antiche facciate in legno delle case tradizionali. Il tetto, rivestito di vernice fotoelettrica, aveva gli spioventi larghi e ripidi, incurvati all’ingiù, come i baffi di un vecchio triste.

Coniglio obliterato e carote frollate


Io le obliteratrici me le ricordo così, giallo canarino affumicato, di forma grossolanamente cubica nella parte inferiore, destinata, si presume alla raccolta del cerchietto di carta avulso dal biglietto (il quale si accartocciava irreparabilmente nel tentativo di allinearlo a sinistra). 

Ormai le vecchie torrette citrine sono state sostituite da più rotondeggianti macchinette verdi e bianche, ma la desueta immagine può essere ancora utile per evocare ricordi passati, magari estivi. 

Ed è quello che propone Katia Mazzoni dalle colonne del blog più pendolante della grande ragnatela, lanciando la sfida del riciclo di vecchie postate, con un'idea originale e simpatica:
http://pendolante.wordpress.com/2014/07/14/tempo-di-vacanze/

Il Coniglio ha deciso di aderire, tirando fuori dalla tana qualche carota frollata (che pare siano buone, magari per centrifugarle) e pubblicandola postuma di un'epoca, recente per questo blog, in cui ci leggevano solo i congiunti e solo se se costretti. Oggi, che i congiunti si sono emancipati e non ci leggono e basta, ma abbiamo un folto (?) pubblico di nuovi lettori, ritiriamo fuori una carota della prima ora, un po' tragica e un po' dimenticata...  sperando che sia conservata.