Privacy

Questo sito fa uso dei cookies utilizzati dalla piattaforme blogger per garantire una migliore esperienza di fruizione dei contenuti e per raccogliere statistiche anonime sugli accessi e sulla visualizzazioni di pagina. Visitandolo ne accettiutilizzo secondo quanto previsto dalle norme specifiche di Google Inc. relative alla propria politica sulla privacy.

venerdì 22 agosto 2014

Seguendo la dama bianca (o dei sensi ingannati)



Ti seguo a piedi. 

Nella bianca luce conduco i miei passi sulla scia lieve del tuo profumo: il tuo odore, senza di te, è triste come un rimpianto.

Scende la sera; il sole squarcia il cielo e lo imbratta di colori violenti: le nuvole si impregnano di sangue rosso acceso, che si rapprende e diventa cupo, trascinando lo sguardo nei terribili abissi dell’indaco, dove giace l’angoscia che non si dimentica.

Ho freddo: se avessi  aspettato il tuo ritorno, sulla mia soglia, non avrei sentito i frammenti aguzzi della notte graffiarmi la pelle, o i miei piedi sgretolarsi sul terreno gelato; né avrei subito l’assalto possente della nostalgia, del mare, in quelle notti purissime dove il chiarore delle stelle rende tremolanti i riflessi sull’acqua scura.

Trattativa

- Ne vuoi una? – bofonchiò il più vecchio dei due uomini, cincischiando fra i denti gialli la testa del suo sigaro, mentre porgeva al compagno una bottiglia di Royal Breda.
L’altro, il tedesco, la guardò con disprezzo, sputò per terra e rispose: - Tieniti per te il tuo piscio, olandese.
Sir Ferguson sollevò lo gli occhi dal traballante tavolino che aveva piazzato, a mo’ di ufficio, nel punto più largo della tenda, sotto la più ampia delle sue aperture, per osservare la scena. Attraverso la zanzariera che la proteggeva, ad intervalli regolari,  penetrava un refolo dell’aria scialba e soffocante della giungla, dando per qualche istante l’illusione del vento fresco. Sotto lo sguardo preoccupato  del capo spedizione, i due sorveglianti si guardarono in cagnesco per qualche secondo, poi l’indolenza ebbe la meglio, e i due litiganti tornarono alle attività che li avevano impegnati negli ultimi cinque giorni, per tutto il tempo fra i litigi e il sonno: bere birra calda e ruttare.
Il vecchio nobile scozzese chinò il capo sulle proprie braccia, stendendosi sconsolato sul tavolino. Sebbene meno incline allo scoraggiamento dei due rozzi vigilantes che la Società gli aveva messo a disposizione, anche il suo umore era messo a dura prova: se ne avesse avuta la possibilità, avrebbe piantato su due piedi tutto quanto, lasciando che ogni cosa se ne andasse in malora in quell’infernale angolo di foresta, assieme a tutto il maledetto arcipelago indonesiano.