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giovedì 28 maggio 2015

Meglio soli che nani

Oggi mi sono imbattuto in un bell'articolo di +Michele Diodati su Astroblasto (grazie a +Marco Cameriero per la segnalazione), che racconta con brillante leggerezza delle bizzarrie orbitali della coppia più emarginata del sistema solare.
Scriverci un limerick mi pareva il meno. Dal post, peraltro, è tratta l'immagine che accompagna la scarna metrica conigliesca di oggi.


Meglio soli che nani
V'è Plutone, irriso astro nano,
che è creduto star solo e lontano.
Curioso destino,
ma a guardar da vicino
va tenendo Caronte per mano!

lunedì 25 maggio 2015

Crisi industriale

Il Presidente Miovsky ruotò il pomello del campo gravimetrico con un minuscolo gesto delle dita sottili; le due eleganti poltrone anatomiche vibrarono, mentre i giroscopi ne stabilizzavano la discesa. In pochi istanti, il suo sedile e quello del suo ospite erano di nuovo posati sul pavimento del salone, al centro della grande cupola di cristallo che ne costituiva buona parte del soffitto. Al di là delle pareti invisibili, l’aurora boreale allungava le sue dita spettrali contro il manto gelato dell’oceano di Cerere, quattrocento chilometri più in basso.
- Spettacolo notevole, non è vero, Consigliere?
Il bicchiere di ghiaccio vetrificato dondolò nella mano del Consigliere I’Chan e il livello del liquido ambrato al suo interno oscillò leggermente.
- Magnifico, Presidente – concesse. - Posso dire di aver visto ben poche cose altrettanto sbalorditive nella mia breve vita.
- Lo spazio, mio caro I’Chan, è l’unica cosa che è rimasta, per quelli come noi.
Un gesto dell’ospite, deferente e cortese, lo indusse a chiarire il suo pensiero. Di nuovo le dita sottili sfiorarono il bracciolo della poltrona; le note velate di un’antica sinfonia di Debussy riempirono la stanza, come gocce di pioggia in un tramonto d’estate.
- Chi è mosso dal vento del progresso – continuò - non può che sospingere innanzi a sé le frontiere di questo nostro piccolo mondo. E l’unica direzione in cui è possibile progredire, oggi giorno, conduce là fuori, oltre i confini del Sistema Solare; non c’è niente, al di qua di quel limite, che valga la pena di esplorare.

sabato 23 maggio 2015

Uno meno gli eventi a sfavore

L'uomo vestito da clown sospinse la pesante porta di metallo, fece qualche passo silenzioso nel corridoio in penombra e gridò: - Buon compleanno!
Le luci basse dell'illuminazione notturna disegnavano aloni soffusi alla base delle pareti; oltre la vetrata grande, proprio difronte al salottino dei visitatori, un'alba incerta dondolava sopra l'orizzonte tappezzato di nuvole grigie. 
- Di nuovo con noi? – lo apostrofò una voce stanca.


mercoledì 20 maggio 2015

Nuova variazione odontoiatrica

Chi ci ha seguito conosce il giochino delle "variazioni" sul Thriller paratattico proposte da Helgado su "dadovestoscrivendo".
La cosa è proseguita e oggi è la volta dello sviluppo giornalistico. Noir, molto noir.

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»
Alfred Hitchcock con Helgaldo

Messieur le Lapin si improvvisa adesso giornalista, settore "storie di vita".
Credits per l'immagine

lunedì 11 maggio 2015

Quanto livore!


Questo mese ho deciso di non partecipare al concorso per i racconti in 200 caratteri, presposto come di consueto dalla fertile mente organizzatrice di +Romina Tamerici e dedicato alla parola "Livore". Ciò è motivato dal fatto che il Coniglio ha ricevuto delle velate minacce culinarie da alcuni dei concorrenti (che vi invito a leggere, nella deliziosa versione da caccia grossa comparsa fra i racconti in gara); il pavido animale, resosi conto del livore che hanno suscitato i suoi precedenti piazzamenti, si è trincerato nella tana in attesa del prossimo plenilunio, cosa che avverrà il 2 giugno, ben oltre il tempo massimo per la partecipazione alla kermesse.



Rimasto solo, non mi rimane che puntare tutte le mie carte sul torneo parallelo, come specificato qui sotto, inserendo qui i miei racconti da 200 caratteri in forma pubblica, fuori gara.
Stante la situazione, ho pensato di dedicare un primo trittico di strofe, tutte al di sotto del limite, al livore che avvelena l'esistenza :-P

venerdì 8 maggio 2015

Esecuzione perfetta

Al termine di un giorno di sole, nell’aria immobile dell’autunno, un ristretto gruppo di persone era seduto in un cerchio di eleganti sedie da giardino, al centro del parco.
Un grande acero elevava i rami al cielo limpido, senza traccia di velatura; dai rami, di tanto in tanto, volteggiavano solenni larghe foglie, tinte interminabili di gradazioni accese, dal carminio al vermiglio,  screziate di porpora. Le foglie rosse indugiavano contro lo schermo bianco del tronco, disegnando arabeschi di vivo dolore. Al centro della scena, l’ultima luce dorata contornava le dita sottili di Eric, sospese sul rigido alternarsi cromatico dei tasti di uno Steinway; aleggiava l’ansia di una fervida attesa. Il giovane abbassò le dita; aghi di tristezza cristallina si sollevavano dalla cassa del pianoforte e scintillavano nell’aria immobile, resi visibili agli occhi dell’anima dai raggi di quell’ora, sacra e violenta, che precede il crepuscolo, come i granelli di pulviscolo in una stanza socchiusa.

martedì 5 maggio 2015

Le variazioni Hitchcock

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L'idea, di quelle buone per chi ama le sfide creative, si sta sviluppando dalle parti di "Da dove sto scrivendo", grazie all'iniziativa di Helgado, che sta continuando a proporre interessanti variazioni su un brano di Hitchcock.

Il gioco della variazione su un tema è antico come la creatività della mente matematica, come la profonda e acuminata bellezza della musica e della sua ricorsività; Di esempi illustri, la letteratura abbonda, e non c'era certamente bisogno che ci mettessimo anche noi, masticaparole da osteria, ad accodarci a Queneau, Umberto Eco e Bartezzaghi.  
Eppure, la tentazione è così forte che molti autori hanno affilato le penne e raccolto le sfide via via che sono state lanciate da Helgado. Anche il Coniglio ha fatto la sua parte e, siccome l'idea sembra promettente e gravida di sviluppi interessanti, ha scritto questo post per condividerla, invogliarvi a seguire il blog e tenere traccia delle proprie variazioni sul tema, man mano che usciranno dalla Tana.
Buona lettura e, spero, buona partecipazione!

sabato 2 maggio 2015

La poesia dell'ottava lezione di fisica

Le frasi che seguono sono tratte dal piccolo libro "Sette brevi lezioni di fisica", un'intelligente iniziativa editoriale di Adelphi, da augurarsi* coronata di successo; nel breve saggio un ispirato Carlo Rovelli propone sette di quelli che Feyman avrebbe forse chiamato "pezzi facili". Chiacchierate fra appassionati, aperte e brillanti, per nulla ostili all'intuizione di chi non ha confidenza con la fisica moderna o competenze scientifice di settore; il tutto funziona, a cominciare dallo stile, coinvolgente e scorrevole, senza per questo riunciare a toccare argomenti di amplissimo respiro e, in ogni senso, di frontiera.

Ma ciò che ho trovato unico in questo elegante e armonioso gioiello, è la sua poesia: la visione di chi conosce l'incanto, la meraglia della scoperta, e ha negli occhi lo scintillio che rimane quando si percepisce la vastitò di ciò che è ancora da scoprire. Non manca, oltre alla trattazione dei grandi misteri della fisica dell'ultimo secolo - decisamente aperti - una riflessione sul posto che occupa l'uomo "in questo mondo sterminato e rutilante".

Tutto questo, quanto segue, e quanto spero vorrete leggere da soli, è ciò che da il titolo a questo post; un'insieme di sensazioni che vibrano in profondità, l'abbozzo di una visione, personale e ampia, che affascina, e non può lasciare indifferenti