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venerdì 19 giugno 2015

Diventare grandi

Eh, niente, succede che un vecchio racconto di qualche tempo fa è diventato un libro. La colpa è di quelli di wizarda&blackholes, come +Michele Pinto  e +Michelangelo Rocchetti.
Insomma - soprattutto di prima mattina - è un po' una di quelle cose cariche di sentimenti contrastanti, come una piantina che fiorisce dopo che l'hai annaffiata per un bel pezzo, o un bambino che finalmente impara a fare una cosa che non gli riusciva. Ma si parla di roba di Conigli quindi è molto, molto meno romantico di così.
Per farvi un'idea, c'è della roba aggiuntiva che ho scritto ieri. Molto, molto poco romantico, per dire.

SE NON MI AMMAZZANO GLI ORGANICI
di Spartaco Mencaroni
Il cielo livido era spazzato da un vento impietoso; raffiche improvvise si alternavano ad brevi vortici, rimescolando brandelli di vapori nerastri sullo sfondo argentato delle nuvole. Sotto quella cortina, l’immensa pianura era attraversata dalle tracce delle colonne corazzate, righe scure che serpeggiavano verso il niente, prima che il fango rimarginasse le cicatrici lasciate dai cingoli e dalle gigantesche ruote.

mercoledì 17 giugno 2015

Un oceano non misurabile di pace

"Lavoro al mio romanzo con la meticolosità di un tarlo nella cornice di un quadro, in una casa già in fiamme". Sono queste parole di Robert Musil, che descrivono il lavoro attorno alla sua opera più importante, ad avermi dato l'ultima spinta verso l'impresa della lettura integrale del suo ponderoso capolavoro, "L'uomo senza qualità". Opera mastodontica e incompiuta, romanzo senza trama, digressione priva di una conclusione, un cammino dialettico, un esplicito messaggio.
Il libro si può tranquillamente definire tignoso, (ciao +Romina Tamerici ) ma l'impresa di portarne a termine la lettura merita di essere presa in considerazione per più di una ragione; di ciò, in poche righe, io e il Coniglio cercheremo di convincervi. Anzitutto superiamo un equivoco; sebbene il tomo sia stato definito un libro senza una vera e propria storia, un mosaico di digressioni, il prototipo del "romanzo - saggio" e, quindi, una sorta di chimera senza capo né coda, la trama è presente e piuttosto lineare. Ma come avviene per opere paragonabili - ad esempio il più noto Ulysses di Joyce - gli eventi raccontati sono un'impalcatura scarna, quasi insignificante nell'insieme delle migliaia di pagine di cui si compone l'opera; come il reticolo di un gazebo, serve per potervi innestare una ramificata e fiorente serie di digressioni filosofiche. Se è la storia, che vi interessa, trovate tutto nelle  righe che la Wiki dedica al libro.

domenica 14 giugno 2015

Canta intrepido: amori e fantasie del merlo matematico numero 86

È quasi notte; nel cielo brunito, striato dai riverberi tardivi del tramonto, dondola indolente una falce di luna. La luce è incerta. Un soffio lento carezza il mare, e come il respiro di un amante ne increspa le acque di lapislazzuli. La brezza lieve sale fra gli arbusti, impregna le vecchie strade incrostate di sale, si intrufola fra le imposte socchiuse; nell'aria calda e sottile, il profumo dolce e violento dei boccioli del gelsomino ricorda che ancora primavera.Dell'amore e della fantasia, questa è la stagione.
Da qualche parte, un merlo canta intrepido; gorgheggia e sembra dire "è stagione anche per la matematica".


Benvenuti al Carnevale della Matematica, edizione numero 86. Può darsi, è una di quelle cose con probabilità non nulla, che ci sia qualcuno là fuori che legge questo post e non sa di cosa stiamo parlando. Ne da piena e succinta informazione il buon Maurizio Codogno nel sito di appoggio dell'iniziativa, che trovate qui: http://xmau.com/wp/matematti/

martedì 2 giugno 2015

Ultimo desiderio


Un uomo avido, nel pieno dei suoi anni, giunse infine in possesso della vera lampada dei desideri. In preda alla più viva eccitazione, si chiuse nella propria stanza e si diede a sfregarla vigorosamente, ottenendo in breve di far comparire il genio.

Questi, ben diverso da come l’uomo se l’era immaginato, pareva un essere mite e tranquillo; appariva sereno, posato, del tutto disinteressato alla faccenda. Spiegò la questione dei tre desideri, così come la riportano le tradizioni consuete: nessun limite, se non quello del numero, e di un corretto enunciato, privo di ambiguità.
- Fai attenzione – raccomandò – alla precisione e al rigore della tua matematica: molti, prima di te, si sono dannati l’esistenza proprio per questa superficialità.
L’uomo aveva da tempo preparato i suoi piani, riflettendo con cura, perciò espresse senz’altro la sua volontà: - desidero queste tre cose: una miniera inesauribile, che contenga una quantità infinita di pietre preziose, una illimitata fonte di energia per estrarle, e un’esistenza di durata infinita per potermi godere potere e ricchezze.