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mercoledì 21 gennaio 2015

Gli indivisibili (parte 1 di 2)

La riva scoscesa precipitava verso le acque cupe della baia come se avesse perso l'equilibrio; rocce e pietrisco smottavano di continuo, un frastuono ininterrotto di tonfi e boati. Il gorgo limaccioso in fondo al pozzo di pietra sembrava ingoiare ogni cosa, persino la poca luce che filtrava dalla coltre perenne di nubi.
Anche lassù, sul pianoro di roccia nuda, diecimila metri più in alto, nelle orecchie del vecchio rimbombava l'eco di quell'inferno. Alle sue spalle, oltre una breve striscia di terra, ventosa e riarsa, il vuoto assoluto separava quel frammento di realtà da... sospirò. Nessuno sapeva cosa ci fosse rimasto, dell'universo, oltre al buio; nemmeno lui, che era la causa di tutto, poteva sapere con esattezza quale era stata la conseguenza estrema della sua scoperta.

La mano che gli si posò sulla spalla lo fece trasalire; malgrado sapesse di non essere l'unico essere umano in quel luogo, le visite erano una cosa inaspettata.
- Democrito. - lo salutò l'inatteso visitatore. Era giovane, la faccia magra e coperta di polvere. Non lo conosceva.
- Perché mi chiami così?

Nel porgere la domanda, lo guardò per la prima volta negli occhi, e scorse lo scintillio della sua follia.  - Perché lui fu il primo a scoprire quello che non doveva essere diviso! - rispose l'uomo, mentre spingeva avanti la lama.