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lunedì 8 maggio 2017

Morinda - le città visibili

Al di là del più ampio di quei tratti di mare, vi è un'alta isola, dalle coste scoscese e rupi che precipitano verso l'acqua, ma con un tratto di spiaggia ben fatto per una forte insenatura. Qui, avvolta da cerchie concentriche di mura possenti, dalle rive alla sommità del monte sorge la turrita città di Morinda. Essa è disegnata di molte vedute, con strade, palazzi, torri e giardini che si susseguono come le quinte di un teatro.

Ad ogni cerchia di mura nuove strade serpeggiano, alberate e larghe, su per il ripido fianco del monte, e schiere di case si affastellano ai margini delle vie, in modo che, vista dal mare, la città appaia come una successione di fondali e, vista dal monte, come una cascata di viali e percorsi che si perdono nelle ramificazioni delle possibilità, fino al mare che tutto raccoglie.
Così gli abitanti di Morinda vivono sospesi fra il confine dell'uno o dell'altro indefinibile orizzonte, calpestando l'uno o l'altro scenario, discendendo le antiche strade, consapevoli che né alla cima né alla battigia di questo fluire si trova un senso.
Poiché nessuno abbandona la propria via, la  casa, il mestiere e la famiglia che il caso gli ha scelto - e ciò perché la città è essa stessa la propria rappresentazione  figura - Morinda da millenni è una scena immobile che riproduce sé stessa.

"La città e la forma - Le città visibili"

Inchiostro su carta - cm 50 x 70
Conigliomade